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il nostro prezioso frutto

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coltivazione


La coltivazione

a pieno campo in Sicilia

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La coltivazione

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Considerazioni


Considerazioni


Considerazioni Utili

Sempre più persone mi stanno chiamando per avere informazioni sulla reperibilità delle piante, perché interessate alla coltivazione.

La prima cosa da notare è che quasi nessuno di chi telefona, ha MAI ASSAGGIATO IL FINGER LIME.

La maggior parte di loro lo fa perché ha dei terreni ormai incolti o dedicati ad altre colture che non rendono più.

Ha sentito parlare di questo frutto.

Ha visto che si può vendere a 150 o 200 euro al chilo.

Si immagina di piantare mille alberelli e di cambiare vita.

Cerca di acquistare qualche piantina per fare le prove e naturalmente necessita di informazioni sulla coltivazione e sui trattamenti necessari.

Poi cerca di capire se può essere finanziato da qualche PSR e scopre che questo frutto non esiste nei piani decennali di stato e regioni.

Allora va a cercare le piantine in giro per il web.

Sì sul web le hanno, in tanti e sono bravissimi a venderle.

Più del 95 % delle piante in circolazione è costituito da un FALSO, un triibrido di nome faustrime, che viene ribattezzato limone caviale o anche finger lime a polpa bianca (questo proprio non esiste) giusto per infinocchiare gli inesperti.

Sappiate che IL FAUSTRIME NON E’ LA PIANTA CHE PRODUCE I FRUTTI DA 150 € AL KG. 

Però la pianta si vende bene e MOLTI ne hanno comperate mille, così diventeranno presto ricchi.

Poi al primo copioso raccolto si accorgeranno che i goffi limoni che produce sono troppo grossi, non hanno il sapore giusto, non hanno le vescicole rotonde, disperati cercheranno di venderle a chiunque. 

Le regaleranno alle scuole di cucina sperando in cambio che, in qualche modo magico, si realizzi il sogno della Porsche.

Parliamo anche di quel minuscolo 5% di piante che potrebbero essere citrus australasica, cioè il vero finger lime.

Per la maggior parte si tratta di citrus australasica varietà sanguinea, presente nel mediterraneo da oltre mezzo secolo e dimenticata nel retrobottega di tanti vivaisti.

Questo è vero finger lime, poi scoprirete che i frutti non hanno la forma di dito, ma sono piuttosto ovali come olive di grossa taglia.

Il sapore non è male, ma sicuramente inferiore alle altre cultivar commerciali. 

Praticamente l’unico mercato che hanno è quello di Parigi, dove un unico produttore del sud della Francia vende tutta la produzione, di circa 8/9 quintali da una ventina di anni, difficile fargli concorrenza.

Veniamo alle rarissime restanti. Pochi vivaisti si sono procurati qualche marza a 11 AU$ cadauna, direttamente dall’Australia. Diciannove varietà, che strano, lo stesso numero di varietà proposto da un venditore di sementi e varie per collezionisti di agrumi, via posta in Australia. In realtà le varietà domesticate sono un'ottantina e sono state abbandonate quasi tutte.

Bene, tranne qualche fotografia rubacchiata in rete, i nostri vivaisti non sono in grado di offrire nessuna informazione su come ottenere i frutti. Loro vendono solo le piante, in un bel vaso, in questo eccellono.

Probabilmente ignorano che metà delle cultivar che stanno riproducendo (e vendendo a caro prezzo) non hanno sapore o al contrario hanno sapori forti, ma simili ai detersivi per piatti al limone. 

Quando lo scopriranno? Quando avranno i frutti.

Già ma se non hanno informazioni su come si piantano, si coltivano, si annaffiano, si proteggono, si potano, si concimano, che frutti pensate otterranno?

E’ un articolo di super lusso, usato dagli chef più sofisticati, apprezzato dai palati più esigenti, se non ha il sapore giusto non vale niente.

In questo marasma di ignoranza tanti vivaisti prosperano. A scapito dei malcapitati, certo.

Come Consorzio ci siamo occupati di superare questi ostacoli.

Le nostre piante sono autocertificate, da noi, grazie alla nostra Presidente Onoraria, la Botanica Judy Viola, che ha domesticato i primi finger lime nel 1989.

Le nostre piante sono contrassegnate da una etichetta elettronica RFID, che permette la tracciatura delle piante dal luogo di impianto, fino alla tavola del cliente.

Quindi il Consorzio sarà in grado di acquistare e commercializzare, al prezzo migliore per i Soci, i frutti provenienti dalle piantagioni di cui conosce storia e provenienza.

Siamo ancora pionieri perché, anche se conosciamo i metodi di coltivazione Australiani, li stiamo implementando su terreni diversi qui in Italia, nella stagione opposta a quella Australe, sia in serra che in piena terra. Le tecniche di coltivazione sono patrimonio degli associati. 

1.200 piante messe a dimora nel 2016.

Quest’anno ne avremo, spero altre 2.500, dipende dall’attecchimento degli innesti.

Capirete che con questi numeri non potremo accettare tutti i richiedenti.

Daremo la precedenza a chi, in regola con le clausole del Consorzio, arriverà a prenotarsi prima degli altri. Oltre questo numero potremo accettare nuovi Soci per il 2018, solo sulla base di prenotazione e lista di attesa.

Se siete ancora interessati leggete lo statuto e soprattutto gli allegati con i costi e il regolamento piante che trovate a piè di pagina e non chiamate inutilmente senza averli prima consultati. ;-)

Marcello Cividini

P.S.

NON CHIEDETECI DI COMPRARE LE PIANTE, LE POSSIAMO VENDERE SOLO AI CONSORZIATI